Incontrare un gruppo di giovani adolescenti mai visti prima, quel genere di ragazzi che nessun professore vorrebbe in classe, guardarli negli occhi. Vedere la rabbia e la delusione, la timidezza e le grandi e piccole difficoltà che goffamente indossano insieme ai loro vestiti. Alcuni già con le dita gialle dalle sigarette, altri con lo sguardo in tasca. Loro andavano a scuola, qualcosa è andato storto, si sono fermati e ora sono qui davanti a me.
Immaginate di entrare in classe, posare la borsa sulla cattedra, attendere che loro prestino la giusta attenzione. Tutti si aspettano una lezione frontale, una serie di regole scritte e nozioni da imparare, fiumi di parole e teorie palpitanti. Certo, in fondo la scuola è anche questa, ma non solo.
Immaginate ora, dopo qualche istante di silenzio, di sorridere e poi ridere e con tutta la naturalezza che ci appartiene e poi.. prenderli per mano e portarli via, andando fuori dall’aula, solo per un pò, correndo, raggiungendo il cortile fermandosi sotto gli alberi all’ombra. E lì, in quel momento, respirando forte dal naso, alzando lo sguardo al cielo, è possibile provare a cantare sul serio quello che ognuno di noi ha dentro.
Quest’anno scolastico da qualche mese concluso, ha visto nascere un nuovo progetto musicale. In tutta velocità, poco più che un mese e mezzo, il nuovo gruppo di ragazzi delle medie con il quale ho interagito ha ideato, scritto e confezionato un videoclip intitolato appunto “Praticamente” come l’omonimo progetto di reinserimento educativo. Questo brano parla proprio di loro, delle paure, dei dubbi e delle incertezze che vivono tutti i giorni in mezzo agli altri. Ognuno con la sua storia racconta a modo suo di come hanno costruito un kart a motore e di come si sono fatti coraggio dopo essere usciti dalla scuola pubblica. Dopo “Datemi un martello” clip dell’anno scorso, che ha registrato quasi 5000 visualizzazioni, anche quest’anno la creatività e la libera espressione ha trionfato e prodotto ciò che io considero un regalo, un dono che fa pensare.
Insomma anche questa è scuola, in quei momenti ognuno di loro ha potuto sperimentare se stesso in un gruppo di lavoro del tutto nuovo, ha dovuto scrivere in italiano corretto, rispettare una metrica, il tempo e le persone coinvolte. Così facendo, in collaborazione con il Cnos Fap di Forlì e il “Lovenest Studio Recording” di Milano Marittima abbiamo realizzato il video. A voi tutti buona visione.