IAN GIOVANNI SOSCARA

2018 / 15 Settembre

Quella fiammella che innesca tutto.


 

“Un giorno andai a lavorare con mio padre, entrai in una vecchia bottega del fabbro e vidi tra le luci della sera una fiammella, rossa, arancio. Fu quel giorno, in quel momento che dissi a me stesso:” questo è il mio lavoro, questo è il mio sogno.”

Da allora non ho più smesso, quella sera è cominciato tutto.

Con queste parole, Carlo Strada, artigiano di Cesena, questa mattina in uno show dimostrativo al Cnos FAP di Forlì, mi ha raccontato come tutto è iniziato. Come la passione trasforma la pazienza e quest’ultima diventa desiderio. Da una piccola fiammella si innesca un mondo, un sogno, il progetto di vita. Con la stessa forza, da quella sera in cui conobbe e fece suo il destino, Carlo oggi nonno di 2 nipotine, ha creato la sua officina insieme a suo figlio Stefano, anch’egli pervaso e illuminato dal calore di quel fuoco.

Ogni pezzo di ferro arriva nelle mie mani inanimato, racconta Stefano, ma la magia avviene quando metto in gioco tutto quello che sono, ciò che provo tutti i giorni quando tento di dare vita agli oggetti che creiamo. Loro prendono forma grazie all’anima di chi le forgia. Le sue parole scaldano e picchiano armonicamente come la mazza sul ferro caldo che nel giro di 20 minuti diventano una calla, un cuore e poi un cigno. “FerroEsse” porta avanti con fierezza questa tradizione professionale di famiglia lavorando come azienda sul territorio di Forlì-Cesena, ma anche insegnando agli altri questa antica arte presentata già 4 volte ai mondiali e in giro per tutta Europa.

Una passione che sta facendo “strada” e breccia anche negli occhi dei nuovi allievi e dei formatori oggi alla presentazione dei corsi 2018\2019.

Buon inizio a tutti.

 

Mettimi su un’incudine, Dio!
Battimi e martellami e fai di me un gran chiodo d’acciaio.
Prendi bulloni roventi e fissami nelle sbarre centrali.
Gettami sulle sbarre che reggono solido il grattacielo.
Fammi essere il grande chiodo che regga un grattacielo nelle
notti azzurre dentro bianche stelle.
(Carl Sandburg)

 

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