IAN GIOVANNI SOSCARA

2015 / 17 April

Un pranzo davvero nutriente


Oggi ho ricevuto un invito alquanto piacevole, importante, al quale non potevo mancare.
Di questi tempi ricevere degli inviti è cosa assai gradita, specie se ad invitarmi è mia figlia di 4 anni. Qualche settimana fa, molto serenamente mi ha chiesto di andare a pranzare da lei, nell’asilo che da 2 anni frequenta regolarmente.
L’invito aveva caratteristiche ben precise:
Giorno: 17 aprile 2015 – venerdì.
Orario: 11 e 45.
Luogo: Scuola Dell’Infanzia Comunale Fiorita.
Puntuale e con tanto di mazzolino di fiori mi presento all’appuntamento. Ad accogliermi la sezione “luna”, una classe di piccoli esseri umani guidati dalle loro preziose maestre.
Mia figlia mi viene incontro, mi fa accomodare in mezzo a tutti gli altri bambini che curiosamente mi osservano abbozzando timidi sorrisi. I tavoli apparecchiati con meravigliose tovaglie a quadretti che riempono gli occhi di ricordi. Ad ogni portata, vengo servito e coinvolto da incredibili conversazioni.
I temi sono inizialmente esplicativi, riguardo dinamiche e composizione dei posti a sedere, organizzazione delle mansioni del pranzo, nomi dei presenti, modalità di ingresso e gestione degli inviti ai genitori. Tutto questo insieme a lei, che mi aveva invitato e gli altri commensali, che come veri e propri esperti conoscitori del contesto hanno saputo definire e raccontare quell’ambiente.
In un secondo momento si è aperto il forziere delle emozioni e con una maggiore confidenza si è potuto assistere ad un ricco scambio di piccole immense reciprocità che hanno saputo saziarmi come nessun altro pasto.
Come diceva Winnicot, in “Famiglia e sviluppo dell’individuo”, l’asilo infantile non è molto dissimile dalla casa; esso è ancora un ambiente specializzato. Un ponte, aggiungo io, per approdare ad una fase del ciclo di vita che ci insegna il cambiamento, le relazioni, lo scambio emotivo e le libere espressioni delle nostre delicate personalità, così uniche, grandi e complesse fin dai primi anni di vita. Tutti questi ingredienti, vitamine dell’anima e della psiche, li ho trovati a tavola, preparati e ben cucinati da tutti coloro che dedicano all’educazione il giusto tempo e lo spazio necessario.
Un luogo altamente organizzato con i mezzi a disposizione, speciale, qualificato ed accorto all’interno della semplicità e delle difficoltà della vita di tutti i giorni.
Mi riferisco a maestre che adottano una pedagogia attuale, sensibile, ma che attraverso la loro pluriennale esperienza sanno mantenere e difendere quel valore aggiunto che le tradizioni, spesso considerate sorpassate, obsolete, sanno regalare. Esempi come Maestra Grazia, Vittoria, Giusy ben rappresentano un mondo spesso poco ascoltato e sottovalutato fatto di passione, sacrifici ed impegno fuori e dentro il campo d’azione professionale. Il loro sforzo è quello di avvicinare, famiglie e bambini in una dinamica relazionale più condivisa.
Come psicoterapeuta mi occupo di temi legati all’educazione che spesso piegano le gambe dei genitori più attenti ed degli insegnanti più navigati, ma mai come oggi vorrei sottolineare l’importanza e la natura dell’ingaggio sul territorio di realtà come la scuola d’infanzia in questione, che sanno co-costruire emozioni intelligenti e ricche di apprendimento anche dalle semplici piccole cose come un pranzo così, davvero speciale e nutriente.

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