IAN GIOVANNI SOSCARA

2014 / 29 November

Separazione: si o no?


Mai come in questo periodo nella mia attività clinica e anche nell’ambito delle conoscenze personali ho assistito ad un vero e proprio incremento delle separazioni. Il signor conflitto, che solitamente arriva puntuale per riorganizzare coppie e famiglie, rimane intrappolato in casa provocando malumori personali, crisi coniugali o vere e proprie rotture irreparabili.
Separare significa dividere ciò che si era congiunto.
Le vite delle persone sono costellate di continue separazioni, fin dalla prima, al momento della nascita, all’ultima quando dipartiamo. Ma nel mezzo ci tormentiamo in quella che io definisco la domanda delle domande. Ogni giorno ci tocca scegliere se restare o lasciare un luogo, una persona oppure una semplicissima idea. Ci abituiamo, ci affezioniamo e ci attacchiamo ad una abitudine che sentiamo nostra, ma che nostra non è, come non sono nostre le altre persone.
E’ la relazione che abbiamo con quell’idea, con quella persona che ci rende legati, che ci fa sentire uniti, congiunti a qualcuno o a qualcosa. E’ difficile dunque slegarsi da un legame o svincolarsi quando quest’ultimo diviene vincolo. Separarsi implica una scelta e scegliere significa eliminare, dal latino ex-eligere separare appunto la parte migliore di una cosa da quella più vile, da quella peggiore.
Chiamiamo in causa il tempo e aumentiamo le possibilità che abbiamo nelle mani. Concediamoci il dubbio, fedele alleato del conflitto, per riuscire ad incontrare la scelta più vicina alla nostra anima.
Tanti si sbaglieranno, alcuni azzeccheranno altri invece rimarranno interdetti in quella domanda che fa male, che butta giù per terra. Separazione si o no? Che importa, se prima non avete vissuto l’opportunità di scegliere il meglio per voi. Dopo potrebbe essere tardi.
Vi lascio in compagnia di un video\spot che riassume cinematograficamente quella possibilità di scelta, dilatando anche solo per un attimo il tempo, lo spazio, la vostra stessa storia.

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