IAN GIOVANNI SOSCARA

STRESS


AMBITI INTERVENTO

“Non è la specie più forte a sopravvivere, e nemmeno la più intelligente. Sopravvive la specie più predisposta al cambiamento.”

Charles Darwin

Non è forse questo lo sforzo più grande che ogni giorno l’essere umano è portato a compiere?

Per adattarsi ai piccoli e grandi cambiamenti della vita di tutti i giorni, le persone adottano delle strategie, creano degli schemi abitudinari che consentono di procedere ed ammortizzare persone, luoghi e situazioni che stessano il nostro organismo e la nostra mente.

Il disagio psicologico sorge nel momento in cui non riusciamo a staccarci da determinati schemi comportamentali, da certe persone e da alcune idee che pervadono la nostra psiche in maniera invadente e totalizzante.

Ma la parola “stress” porta con sé, nel nostro linguaggio comune, una connotazione negativa.

Ad esempio sappiamo da un estratto di Wikipedia, che:

Hans Selye definì come “Sindrome Generale di Adattamento” quella risposta che l’organismo mette in atto quando è soggetto agli effetti prolungati di svariati tipi di stressor, quali stimoli fisici (ad es. fatica), mentali (ad es. impegno lavorativo), sociali o ambientali (ad es. obblighi o richieste dell’ambiente sociale).

L’evoluzione della sindrome avviene in tre fasi:

• Allarme, l’organismo risponde agli stressor mettendo in atto meccanismi di fronteggiamento (coping) sia fisici che mentali. Esempi sono costituiti dall’aumento del battito cardiaco, pressione sanguigna, tono muscolare ed arousal (attivazione psicofisiologica).

• Resistenza, il corpo tenta di combattere e contrastare gli effetti negativi dell’affaticamento prolungato, producendo risposte ormonali specifiche da varie ghiandole, ad es. le ghiandole surrenali.

• Esaurimento, se gli stressor continuano ad agire, il soggetto può venire sopraffatto e possono prodursi effetti sfavorevoli permanenti a carico della struttura psichica e/o somatica.

Già, questo capita e può verificarsi continuamente in ogni singola azione del giorno e della notte. Se però consideriamo lo Stress, come quell’azione simpatica e parasimpatica al tempo stesso, del nostro sistema operativo che riceve informazioni e coglie il cambiamento come qualcosa in costante moto, non possiamo non farne parte, ragione per cui la sofferenza, la fatica impiegata per ricevere nuovi stimoli dall’ambiente diventa parte integrante della nostra evoluzione biologica, psicologica e sociale.

Non serve la forza, non occorre l’intelligenza, il cambiamento è già parte dinamica della nostra natura organica, del nostro del nostro percepire e anche del nostro così delicato spirito.

Lo psicologo può occuparsi nell’ambito della gestione della normalità delle difficoltà che questa errata valutazione dello stress addossa alle persone più sensibili e a quelle più colpite nel caso in cui uno stressor diventi ingombrante e invalidante.