IAN GIOVANNI SOSCARA

RACCOLTA E ANALISI RICHIESTE D’AIUTO


CONSULENZA

Nella consulenza psicologica di base o nella pratica della Psicoterapia, il professionista può entrare in contatto con una richiesta di aiuto più o meno generica ogni istante della sua attività lavorativa o attraverso le conoscenze nelle relazioni sociali più comuni.

Capire come, da chi e da dove provengano tali richieste diventa essenziale per poter intervenire nel migliore dei modi.

L’analisi della domanda che una persona direttamente per se stessa o indirettamente per conto di parenti, amici o altro, ci pone nelle nostre mani diviene il primo passo necessario per rispondere concretamente alla sua richiesta d’aiuto.

Non necessariamente colui che si rivolge al professionista per un qualsiasi disagio deve diventare suo paziente. Dovere etico, nelle prime fasi del contatto definite di Consulenza è riuscire a capire insieme all’utente stesso come procedere.

Questa fase di approccio iniziale è significativa anche nella misura in cui la persona che si rivolge al terapeuta potrebbe essere indirizzato ad un altro professionista nel settore specifico di riferimento o per una più mirata psicoterapia rispetto alla propria.

Gli incontri in questa fase preliminare possono durare da 1 a 5 sedute, dopodiché si procederà a seconda del caso e delle variabili in atto:

  • Consulenza individuale
  • Consulenza relativa rapporto genitori – figli.
  • Consulenza scolastica
  • Consulenza di coppia
  • Consulenza familiare
  • Consulenza aziendale lavorativa.

Tutte le tipologie se sarà necessario potranno proseguire in un vero e proprio percorso terapeutico concordato.

Le persone, le coppie e i membri di una famiglia hanno il diritto di chiedere aiuto.

Insieme a loro occorre costruire il supporto più adeguato per rispondere alle loro domande, per andare incontro al loro eventuale disagio.

“Se per caso qualche povero diavolo ricorre a te per essere aiutato, tu aiutalo: né badare com’è vestito, né se abbia viso di persona da poterti rendere, un giorno o l’altro, il piacere che gli fai.”

Marie-Catherine d’Aulnoy, La bella dai capelli d’oro, 1698