IAN GIOVANNI SOSCARA

2014 / 15 November

Fantasia ed immaginazione, le vitamine dell’anima.


Fantasia ed immaginazione albergano in noi come vitamine dell’anima.
Fin dall’infanzia crescono e si sviluppano come difese immunitarie del nostro delicato sistema psichico.
Ci difendono da contenuti della vita quotidiana troppo indigesti, fungono da rifugio per l’abbandono e le frustrazioni. Sono il gioco interiore che ognuno di noi ha con il proprio sè, che nel corso del tempo è portato a differenziarsi per ottenere la propria dimensione.
Tutte le filosofie ci conducono al mondo delle idee, a universi lontani raggiungibili attraverso queste due forme astratte che da sempre abitano i nostri sentimenti. Fantasia e immaginazione come “luce” diceva Aristotele, che rischiara ed illumina la ragione, quando essa non è compromessa da una vera e propria fuga dalla realtà come patologia.
Albert Einstein sosteneva che l’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l’immaginazione abbraccia il mondo, stimolando il progresso, facendo nascere l’evoluzione.
Insomma coltivare i nostri progetti in modo fantastico può rendere più sostenibile e leggera la quotidianità rendendola più vicina o equamente lontana. Ideale e reale nella giusta distanza, come in una danza, un gioco che ci ricorda quel fanciullo, quel puer che in noi non vorrebbe mai smettere di immaginare un mondo sospeso tra fantasia ed immaginazione, entrambi fluttuanti ed in continuo circolo nel nostro organismo e nella nostra anima, come vitamine necessarie per ogni freddo inverno della ragione.

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